Rendere possibile un investimento, aiutare una piccola impresa ad adottare una tecnologia, evitare che la crisi di un grande committente travolga i suoi fornitori: è su questi risultati concreti che CNA Emilia-Romagna chiede di misurare l’efficacia delle politiche economiche. Il messaggio è stato al centro della relazione del presidente Paolo Cavini all’Assemblea regionale “Dove nasce la crescita. Le nuove condizioni per competere tra instabilità, trasformazioni e intelligenza artificiale”, al Teatro Arena del Sole di Bologna, con la conduzione di Stefania Scordio, giornalista Mediaset.

«La crescita nasce dalle decisioni che le imprese riescono a realizzare», ha affermato Cavini. La Confederazione ha indicato tre priorità: ridurre gli ostacoli agli investimenti energetici, rendere accessibili innovazione e nuove tecnologie anche su piccola scala e riconoscere il ruolo dell’intera filiera nelle politiche industriali, a cominciare dai tavoli di crisi. Sul pacchetto regionale di oltre 34 milioni di euro per credito e investimenti, annunciato il 9 ottobre, CNA chiede di verificare chi riesce effettivamente a utilizzare gli strumenti. «Accanto agli importi impegnati vorremmo conoscere, per quanto possibile, il numero delle imprese beneficiarie suddivise per dimensione, settore e territorio, insieme alla natura degli investimenti realizzati», ha osservato Cavini.

Una verifica da rendere stabile anche nel nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale, valorizzando la conoscenza delle strutture territoriali CNA. La possibilità di investire passa anche dalle persone: formazione, disponibilità di competenze e capacità di introdurre le tecnologie nei processi aziendali. Per le imprese meno strutturate servono procedure proporzionate agli investimenti e percorsi di innovazione compatibili con le risorse disponibili. «Chiediamo che gli interventi pubblici siano valutati anche attraverso gli investimenti che rendono concretamente possibili nelle micro e piccole imprese e attraverso i miglioramenti che producono nel lavoro, nella produttività e nella tenuta delle filiere». Un impegno che riguarda lo sviluppo dell’intero territorio.

Nell’introduzione ai lavori, il segretario regionale Diego Benatti ha sottolineato: «Le imprese sono competitive se lo sono i territori in cui operano. Vogliamo avanzare proposte su energia, credito, intelligenza artificiale e burocrazia: condizioni essenziali per rendere possibile la crescita». La rappresentanza, ha aggiunto, deve partire dall’esperienza dei servizi e contribuire a riconnettere persone, imprese e territori, valorizzando il ruolo delle attività economiche nella coesione sociale.

Piccole imprese e filiere: il valore diffuso dell’Emilia-Romagna

Il ruolo delle piccole imprese, richiamato da Cavini nella richiesta di considerare fornitori e subfornitori fin dalle prime fasi delle crisi industriali, ha attraversato il confronto con Marco Fortis, vicepresidente e direttore della Fondazione Edison, e Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna. «Le microimprese non sono qualcosa di meno, sono qualcosa di più che gli altri Paesi non hanno. Senza il loro contributo, l’Italia perderebbe il secondo posto in Europa per valore aggiunto industriale, superata dalla Francia», ha evidenziato Fortis. Una presenza che, per de Pascale, caratterizza il modello regionale anche sul piano sociale: «Il modello dell’Emilia-Romagna è quello del valore diffuso nella piccola e media impresa. Un sistema che ha contribuito anche alla giustizia sociale e alla diffusione del benessere, distribuendo il valore dell’economia e della manifattura in una parte più ampia della popolazione».

La capacità di queste imprese di specializzarsi e lavorare insieme assume particolare rilievo nello scenario internazionale. Fortis ha richiamato le difficoltà dei principali mercati di esportazione, dalla Germania alla Francia, fino agli Stati Uniti per effetto dei dazi, evidenziando il sostegno della domanda interna e degli investimenti del PNRR alla crescita italiana. Ha inoltre ricordato la capacità della manifattura di conquistare nuovi spazi: «Siamo andati a occupare le nicchie che non si è presa la Cina nelle grandi produzioni di scala», citando i risultati della nautica, delle navi da crociera, della cosmetica e della farmaceutica. Ricerca e innovazione sono la strada indicata anche dal presidente della Regione: «Un’impresa grande o medio-grande insediata qui può contare su una rete di piccole e medie imprese capaci di seguirne l’innovazione, personalizzare il prodotto e sperimentare insieme nuove attività. La nostra forza è essere piccoli, ma saper lavorare insieme: queste due cose si tengono oppure non funzionano».

Intelligenza artificiale e competenze: accompagnare le imprese

Il rapporto tra dimensione aziendale e capacità di innovare ha portato il confronto sull’intelligenza artificiale. Alla richiesta di Cavini di rendere accessibili anche sperimentazioni tecnologiche di piccola scala si è affiancata la riflessione di Elisa Ficarra, professoressa dell’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatrice del Biohub regionale in AI. «L’intelligenza artificiale può essere un volano per la produttività di qualsiasi impresa, anche delle più piccole: può supportare la gestione amministrativa e documentale, la logistica e l’efficientamento», ha spiegato Ficarra. «Le grandi imprese possono permettersi di assumere persone dedicate a questo ambito; le piccole spesso non possono farlo. Per questo sarebbe utile un servizio di accompagnamento, con il contributo dell’università e delle istituzioni, per guidarle nell’individuazione degli strumenti più vantaggiosi». La formazione diventa quindi parte essenziale dell’adozione tecnologica. Un tema richiamato anche nel videomessaggio di Rita Cucchiara, rettrice dell’Università di Modena e Reggio Emilia: «La crescita nasce nella conoscenza, nella competenza e nella collaborazione». Pur di fronte alla necessità di rivedere gli investimenti con la fine del PNRR, l’Ateneo conferma il proprio impegno verso i giovani, la ricerca, il trasferimento tecnologico e la collaborazione con le imprese. «In un mondo in cui la tecnologia cambia continuamente, ciò che rimane stabile è il valore della formazione e della conoscenza».

Costantini: risposte sull’energia e continuità d’impresa

Il costo dell’energia, tra i vincoli agli investimenti indicati da Cavini, è tornato nelle conclusioni del presidente nazionale di CNA Dario Costantini, che ha portato all’assemblea una proposta per la legge di bilancio. «Come CNA abbiamo avanzato al Governo una proposta precisa: destinare un miliardo di euro all’anno, per i prossimi due anni, agli investimenti delle imprese nell’autoproduzione energetica. Dobbiamo consentire a un numero crescente di aziende di produrre almeno una parte dell’energia che consumano, riducendo l’esposizione ai rincari e recuperando competitività». Accanto alla richiesta di una programmazione energetica e di risposte immediate, Costantini ha richiamato il passaggio generazionale, sollecitando misure per agevolare il trasferimento delle attività ai giovani e garantire continuità alle imprese e alle loro competenze.

Il Premio CNA Emilia-Romagna a Serena Opipari

L’ottava edizione del Premio CNA Emilia-Romagna, dedicato a persone e realtà che si distinguono per l’impegno civile e sociale, è stata assegnata a Serena Opipari, infermiera del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Il 21 giugno scorso, sulla spiaggia di Porto Corsini, nel Ravennate, Opipari è intervenuta per soccorrere un bambino portato fuori dall’acqua privo di sensi. Ha iniziato immediatamente le manovre di rianimazione, proseguendole fino alla ripresa del respiro, salvandogli così la vita. Il riconoscimento valorizza il coraggio, la prontezza e la competenza dimostrati, insieme al valore umano e sociale della sua professione. Come da tradizione, il premio è un manufatto realizzato da maestri artigiani associati a CNA.

Dieci realtà premiate per l’intelligenza artificiale

L’assemblea ha premiato inoltre dieci realtà associate, espressione dei territori e di settori differenti, per i loro percorsi nell’intelligenza artificiale: applicazioni già introdotte, progetti in sviluppo e ricerca sulle tecnologie per un’AI più efficiente.

Piacenza – Groppalli Srl. Nata nel 1977 nel Piacentino, è cresciuta fino a diventare un gruppo industriale con sei divisioni specializzate e attività internazionali. Ha investito nella ricerca e sviluppo attraverso un laboratorio accreditato che utilizza anche l’intelligenza artificiale nella progettazione di nuovi prodotti.

Parma – Independent Revolution APS. La realtà legata al percorso di Monica Manganelli, regista, scenografa e artista visiva parmense, porta nel premio l’incontro tra produzione culturale e tecnologie digitali. Il suo lavoro attraversa cinema, teatro, animazione e installazioni immersive.

Reggio Emilia – Daidalos. La startup deep-tech sviluppa tecnologie hardware per un’intelligenza artificiale più efficiente dal punto di vista energetico. Progetta soluzioni concesse in licenza a produttori di semiconduttori e aziende tecnologiche, con l’obiettivo di ridurre consumi e tempi di sviluppo.

Modena – SPOT Srl. Media company nata a Modena e presente in tredici città italiane, racconta i territori attraverso community digitali e creator locali. Ha introdotto l’AI nei processi commerciali e di marketing e nelle attività di editing e montaggio dei video.

Bologna – CO.TA.BO. La cooperativa dei tassisti bolognesi ha sviluppato un operatore telefonico virtuale basato sull’intelligenza artificiale per gestire chiamate e prenotazioni in italiano e inglese. Il progetto punta a ridurre le attese e alleggerire il personale dalle attività ripetitive.

Imola – MIRA Srl. Fondata nel 1977, l’impresa di meccanica di precisione realizza lavorazioni per settori ad alta complessità, tra cui aerospazio, motorsport, medicale e packaging. Il suo percorso integra competenze manifatturiere specialistiche e sviluppo tecnologico dei processi produttivi.

Ferrara – Zuffellato Technologies Srl. Attiva da oltre cinquant’anni nelle soluzioni software per le imprese, utilizza Copilot nei processi interni e integra Claude nei prodotti destinati ai clienti, applicando l’AI all’efficienza del lavoro e ai servizi di digitalizzazione.

Ravenna – Pagina Srl. L’agenzia di comunicazione integra l’AI nella ricerca, nell’organizzazione dei contenuti e nella gestione dei progetti. Coinvolge in particolare i collaboratori più giovani nella sperimentazione, affiancando lo sviluppo tecnologico alla crescita delle competenze.

Forlì-Cesena – Bonavita Servizi Srl. L’impresa forlivese, attiva nei servizi ambientali, nel pest control e nella cura del verde, ha avviato un progetto di AI per pianificare interventi e logistica. L’obiettivo è migliorare l’organizzazione del lavoro, ridurre spostamenti e consumi e contenere l’impatto ambientale.

Rimini – M.T. Srl. L’azienda di San Giovanni in Marignano, produttrice di portautensili per torni a controllo numerico, affianca agli investimenti in robotica lo sviluppo di sistemi di AI per analizzare i dati produttivi. La scelta di server interni punta a mantenere un controllo più diretto sulle informazioni e sulla loro sicurezza.