Andrea Trinelli - presidente CNA Reggio Emilia

CNA Reggio Emilia esprime forte preoccupazione per la chiusura al traffico della galleria del Seminario, sulla statale 63, prevista dal 3 agosto 2026 al 30 aprile 2027 per lavori di adeguamento agli standard di sicurezza disposti da Anas. Pur comprendendo le ragioni di sicurezza che hanno reso necessario l’intervento, l’Associazione ritiene che il modo in cui la chiusura è stata gestita e comunicata sia inaccettabile e rischi di produrre un danno grave al tessuto economico dell’Appennino reggiano.

CNA Reggio Emilia evidenzia che la chiusura decisa da Anas porta la data del 7 agosto 2025, ma è stata comunicata al territorio, alle amministrazioni comunali e alle associazioni di categoria solo a ridosso dell’avvio dei lavori. Un anno di anticipo avrebbe dovuto essere il tempo utile per costruire un percorso condiviso di gestione dell’emergenza viabilistica. Così non è stato: le imprese si trovano oggi a dover fronteggiare un’interruzione di quasi nove mesi con margini di preparazione ridottissimi.

La chiusura si sovrappone inoltre al periodo di massima affluenza turistica verso la montagna reggiana e, fino a settembre, anche all’indisponibilità del vecchio tracciato della statale 63 — l’unica reale alternativa — a sua volta chiuso per la ricostruzione di un ponte. Il risultato è che, nelle settimane più importanti dell’anno per l’economia turistica dell’Appennino, l’accessibilità dell’area sarà fortemente compromessa. Strutture ricettive, pubblici esercizi, attività commerciali e artigianali rischiano di pagare un prezzo altissimo. Senza dimenticare i mezzi pesanti, per i quali il percorso alternativo comporta un allungamento di circa un’ora rispetto al tragitto abituale.

«La sicurezza della galleria non è in discussione, ma non è accettabile che le imprese dell’Appennino scoprano solo all’ultimo momento l’entità reale di un disagio che si protrarrà per nove mesi» — dichiara Andrea Trinelli, presidente di CNA Reggio Emilia. «Chiediamo ad Anas e a tutte le istituzioni coinvolte un metodo diverso: informazioni tempestive, tavoli di confronto reali con le associazioni di categoria e le istituzioni del territorio, misure concrete per limitare il danno economico a un territorio già fragile. La montagna reggiana non può essere lasciata sola ad affrontare le conseguenze di una decisione presa altrove, tanto più nel pieno della stagione turistica.»

«La nuova SS63 è un collegamento fondamentale tra l’Appennino e la pianura, e la sua interruzione comporterà inevitabilmente tempi di percorrenza più lunghi, maggiori consumi di carburante e una gestione molto più complessa dei servizi di trasporto» — dichiara Maurizio Messori, presidente di CNA Fita Reggio Emilia. «Per le imprese significa difficoltà concrete nel rispettare gli orari di consegna, una riduzione della produttività dei mezzi e criticità nell’organizzazione dei turni degli autisti. Sono tutti elementi che pesano direttamente sui costi aziendali e sulla competitività di un comparto già sotto pressione, proprio ora che i prezzi dei carburanti sono di nuovo saliti. Un intervento di questo impatto deve essere accompagnato da una vera pianificazione della viabilità alternativa e da un confronto costante con le imprese e con chi le rappresenta.»

CNA Reggio Emilia chiede l’apertura immediata di un tavolo tecnico permanente con Anas, Prefettura, Provincia, Comuni della montagna e associazioni di categoria per valutare un eventuale rinvio della chiusura a fine estate, quando il vecchio tracciato della SS63 sarà riaperto. L’Associazione sottolinea inoltre che servono misure di sostegno concrete, anche di natura economica, a favore delle imprese turistiche, commerciali e di trasporto dell’Appennino che subiranno un danno diretto dalla chiusura.