“Artigiano è una parola che fa figo ma va usata con più rispetto da parte di tutti e soprattutto agli artigiani vanno riconosciuti i giusti meriti e vanno sostenuti”. Dal palco del seminario estivo di Fondazione Symbola a Mantova, il Presidente nazionale CNA Dario Costantini rivendica il ruolo essenziale degli artigiani nell’economia e nella cultura del nostro Paese, partendo proprio dal titolo della tavola rotonda: “Il futuro di Geppetto: artigianato aumentato e Made in Italy” al termine della quale sono state premiate 100 imprese artigiane con l’attestato “artigiani del futuro”.
“I tanti Geppetto hanno inventato l’economia circolare – ha detto Costantini – e realizzano prodotti straordinari ma Pinocchio preferisce fare l’influencer piuttosto che ereditare l’attività del padre”. Il Presidente CNA indica due emergenze: la prima è la miscela composta da inverno demografico e scarsa attrattività dei giovani verso l’artigianato. La seconda riguarda la politica che non entra nelle nostre imprese che sono il 97% del tessuto produttivo. E se scrivi le regole e le norme sull’1% delle imprese, ignorando il 97% il rischio è di andare a sbattere”.
Costantini sottolinea la questione lavoro. “Nei prossimi 5 anni le piccole imprese avranno bisogno di 750mila lavoratori. Stiamo lavorando per attrarre i nostri giovani, entrando nelle scuole grazie all’accordo con il Ministro dell’Istruzione Valditara per far conoscere la vera dimensione dell’impresa artigiana. Ma dobbiamo uscire anche da certi luoghi comuni come quello che nelle nostre imprese entrano gli studenti sfigati. L’Artigianato è la serie A dell’economia del nostro Paese, abbiamo bisogno di competenze e conoscenze”.
L’attrattività dell’impresa artigiana necessita tuttavia anche di una politica più attenta alle esigenze delle imprese, ad esempio sulla burocrazia, sul credito, sull’energia. “Entrare nelle nostre imprese è un arricchimento di conoscenza – ha aggiunto – in particolare si può ammirare la resilienza degli artigiani imprenditori”. Costantini poi mette in rilievo che il 70% delle 100 imprese premiate oggi opera in piccoli comuni “ennesima conferma della preziosa funzione di presidio sociale che svolgono. Pur tra tante avversità restano lì, a differenza di altri che al primo soffio di vento contrario portano le imprese in altri Paesi”.
Costantini ha concluso l’intervento con il riferimento alla riforma della legge quadro. “Una riforma essenziale perché non possiamo permetterci di veder chiudere attività e disperdere competenze e abilità insostituibili. Agli artigiani servono meno pacche sulle spalle, meno romanticismo e più concretezza. E sulla legge quadro misureremo amici e nemici”.


